{"id":29,"date":"2011-09-26T21:19:13","date_gmt":"2011-09-26T19:19:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.shiatsublog.it\/?p=29"},"modified":"2023-09-04T15:07:47","modified_gmt":"2023-09-04T13:07:47","slug":"la-mente-vuota","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fabioronci.it\/site\/2011\/09\/26\/la-mente-vuota\/","title":{"rendered":"La mente vuota"},"content":{"rendered":"<p>Quando si lavora sul corpo avere\u00a0una mente piena di preconcetti teorici \u00e8 spesso controproducente. Un simile atteggiamento mentale, infatti, pu\u00f2 distogliere colui che applica un trattamento dalla percezione immediata delle condizioni della persona che lo riceve. Si tratta in altre parole di\u00a0affidarsi alla propria sensibilit\u00e0\u00a0con un atteggiamento che in giapponese si chiama\u00a0Mushin o \u201cmente vuota\u201d. In fondo si tratta di recuperare la dimensione dell\u2019innocenza che ha il principiante: costui \u00e8 \u201cvuoto\u201d di ogni nozione teorico-pratica.<\/p>\n<p>La\u00a0\u201cmentalit\u00e0 da principiante\u201d\u00a0\u00e8 spesso invocata dai grandi maestri dello Shiatsu, tra cui ad esempio Ohashi che, non a caso, \u00e8 anche un esperto di Aikido, arte marziale nipponica in cui la ricerca del corretto uso dell\u2019energia (ki) \u00e8 portata ai massimi livelli.<\/p>\n<p>In tutte le arti marziali giapponesi la pratica delle forme (kata) ha come scopo ultimo, oltre a tramandare la forma tecnica, quello di raggiungere lo stato del Mushin in cui l\u2019azione sgorga spontanea\u00a0e, per questo \u00e8 massimamente efficace.<\/p>\n<p>Una pratica duratura nel tempo dei kata fa s\u00ec che la tensione emotiva si plachi e si ottenga cos\u00ec una\u00a0perfetta coordinazione tra pensiero e azione: la mente, in ultima istanza, si fonde con il corpo.<\/p>\n<p>Questo, a mio avviso, per noi praticanti delle \u201ctecniche corporee\u201d orientali \u00e8 un obiettivo di fondamentale importanza che, per essere conseguito, necessita di una\u00a0dedizione costante alle nostre forme tecniche. Una corretta pratica dovrebbe essere\u00a0senza desiderio di ricompensa, senza l\u2019idea di fare bella figura o la voglia di esibirsi per impressionare qualcuno. Bisognerebbe vivere il trattamento semplicemente,\u00a0nel qui ed ora\u00a0senza nulla che ci distolga dall\u2019azione. \u201cIo sono lo shiatsu\u201d dice Ohashi e si paragona ad un pilota che durante una corsa non pensa a quando gira il volante o cambia marcia: egli semplicemente agisce, in altre parole\u00a0\u00e8 un tutt\u2019uno con ci\u00f2 che fa in quel momento.<\/p>\n<p>Penso che tutti i praticanti dovrebbero cercare di\u00a0essere l\u2019azione che fanno\u00a0con\u00a0costanza ed infinita pazienza. Il lavoro da fare \u00e8 immane, per\u00f2 il traguardo \u00e8 veramente importante: un\u00a0salto di qualit\u00e0\u00a0nella pratica della nostra Arte, un\u00a0lento avvicinarsi alla sua essenza.<\/p>\n<p>Fabio Ronci<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando si lavora sul corpo avere\u00a0una mente piena di preconcetti teorici \u00e8 spesso controproducente. Un simile atteggiamento mentale, infatti, pu\u00f2 distogliere colui che applica un trattamento dalla percezione immediata delle condizioni della persona che lo riceve. 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